Misure di sicurezza altissime per il weekend: Milano blindata con oltre 500 militari a presidiare la città con i timori di nuove manifestazioni violente.
Milano si prepara ad affrontare un fine settimana ad alta tensione dopo gli scontri dei giorni scorsi. Per sabato e domenica è stato predisposto un piano straordinario di sicurezza, con divieti alle manifestazioni in centro, controlli nelle stazioni ferroviarie e verifiche preventive per impedire nuovi episodi di violenza. L’obiettivo è evitare che la situazione degeneri senza bloccare la normale vita cittadina.

Milano blindata: il piano sicurezza
Il dispositivo prevede presidi nelle stazioni di diverse zone della Lombardia, considerate possibili punti di partenza dei gruppi di minorenni diretti verso il capoluogo. Ulteriori controlli saranno effettuati negli scali di arrivo. Sono previsti anche fermi preventivi e un punto per identificare i ragazzi, allestito dalla Protezione civile nella caserma del Reparto mobile della polizia in via Cagni.
A occuparsi della sicurezza saranno quasi mille operatori tra polizia, carabinieri, Guardia di finanza e polizia locale. I 500 militari inviati dal governo verranno invece impiegati per presidiare obiettivi sensibili e postazioni considerate critiche, insieme alle forze dell’ordine, senza essere destinati ai servizi di ordine pubblico in piazza. Alcuni soldati saranno impegnati anche nelle aree centrali dedicate allo shopping.
Paura di nuovi disordini e prevenzione
Il prefetto Claudio Sgaraglia e il questore Bruno Megale puntano a prevenire nuovi disordini senza ricorrere a misure assimilabili a un coprifuoco. L’eventuale chiusura di negozi, musei e stazioni della metropolitana resta un’ipotesi legata a possibili incidenti. Intanto, le forze dell’ordine monitorano anche chat e profili social, compresi Instagram e TikTok, per individuare eventuali spostamenti di gruppi di ragazzi. I controlli interesseranno, oltre a piazza Duomo, anche Porta Venezia, Citylife, Porta Nuova e la stazione Centrale.
Restano però diverse incognite. Le proteste precedenti erano nate spontaneamente e si erano diffuse attraverso i social network. Gli anarchici hanno annunciato di aver rinunciato al corteo previsto verso il carcere di San Vittore, mentre alcuni ambienti dell’estrema destra hanno promosso online presunti raduni contro i cosiddetti “maranza”. Anche Roberto Jonghi Lavarini, noto come “barone nero”, ha annullato l’iniziativa prevista in piazza San Babila dopo essere stato convocato in Questura. L’attenzione rimane quindi massima, con l’obiettivo di scongiurare nuovi scontri.